Ho iniziato il percorso con te, Andrea, perché dovevo iniziare. Dovevo partire e fare qualcosa per me stessa, e avevo la necessità di venire in qualche modo “controllata” nei tempi e nei modi.Le mie aspettative erano quindi legate al trovare una modalità e dei tempi giusti per il mio “strano” approccio verso lo stare bene in generale, all’accettazione di alcuni punti base.

In concreto sono riuscita ad accettare l’aiuto di un’altra persona che non sia io. Per il mio carattere è molto difficile avere “fiducia”. Sinceramente anche se il cammino è lungo mi sento migliorata in alcuni errori che facevo (es. stress = rabbia = somatizzare oppure ansia = preoccupazioni/analisi = somatizzare) il somatizzare si rivelava in mal di schiena (che da 2 anni non ho più) in stanchezza fisica, in accumulo di tanti chili che sono appunto accumulo (metaforicamente ho accumulato emozioni represse e difficoltà di gestione di queste emozioni), rimangono ancora tanti chili ma nella mia testa è più importante sentirmi in un certo modo (meno stanca più positiva meno rabbiosa) che perdere chili in poco tempo.

Ancora oggi sono in cammino ma mi sento migliore perché in qualche caso riesco ad evitare comportamenti poco sani per me stessa. Quello che mi manca è la costanza dell’attività fisica.

Andrea, secondo me tu sei una persona attenta alla dinamica interna, hai uno sguardo accogliente. Presumo che tu abbia scelto questo tipo di strada prima di tutto per te stesso e poi per gli altri, nel senso che credi fermamente in quello che fai e si vede. Il tuo lavoro deve prendere in considerazione aspetto psicologico e fisico, e dal mio punto di vista il tuo approccio è adeguato.