Intervista

intervista di mentalitàsportiva: La mentalità sportiva secondo… ANDREA PADOAN

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L’imprenditore veronese titolare del “Tribù Personal Training Studio”

“Mi reputo un professionista della salute e in passato ero tutt’altra persona”. Ci ha incuriositi Andrea Padoan, di professione “personal trainer” e consulente alimentare. Abbiamo condiviso con lui un cambiamento, quello che lo ha portato ad abbandonare una carriera professionale per dedicarsi alla sua grande passione. “Ho ricoperto ruoli importanti in età molto giovane: sono stato per parecchi anni responsabile marketing in aziende multinazionali e non ho pensato alla mia salute. Un giorno mi sono guardato allo specchio e dopo 30 anni ho visto ciò che non volevo diventare: ero in evidente sovrappeso e intuii che sarei andato incontro a piccoli problemi di salute”.

In quel momento – prosegue Andrea – ho deciso che non volevo più percorrere quella strada e mi sono appellato al mio passato di sportivo, quando ero istruttore di Nuoto, per riportarlo in auge e così ho incominciato a fare moto per migliorarmi. Ancora non bastava. Mi mancava l’analisi approfondita dell’alimentazione in rapporto con il nostro stato di benessere fisico e ho incominciato a leggere, studiare, informarmi sulle caratteristiche del nostro ‘carburante’: ciò che mangiamo parla di noi e di come siamo. Ognuno deve diventare consapevole del fatto che, ogni giorno le nostre cellule muoiono e si rigenerano e per stare bene e sentirsi in forma è necessario combinare l’attività fisica a una corretta alimentazione”.Sport e “mangiare bene” sono un binomio vincente, quindi, per la buona forma fisica?Assolutamente sì. Stare ore e ore sul tapis roulant e mangiare in modo scorretto non porta al risultato atteso. L’equilibrio di proteine, carboidrati e grassi è di fondamentale importanza, ma ci sono abbinamenti, accorgimenti di cui parlo in un e-book che sto portando a termine e che si rifà alla “PaleoDieta, In forma da 12 milioni di anni”, curioso e sicuramente utile nel dare preziosi consigli alimentari.

Dal ruolo di manager a personal trainer e l’apertura di uno studio a Verona, il passo è stato facile?

Non è stato immediato e non privo di ostacoli. Come dicevo, la mia è stata una illuminazione maturata ad un certo punto della mia vita, quando non mi sono riconosciuto e lì ho deciso di riprendermi la mia identità. Ho coltivato l’attività fisica non solo come attività sportiva e di mero allenamento, ma come una vera e propria cultura di vita, associando la formazione e lo studio sia in ambito motorio sia, soprattutto, in ambito nutrizionale tanto da farne, oggi, il mio lavoro. Negli ultimi anni ho collaborato come allenatore all’interno di palestre, piccoli o grandi centri fitness, e in tutti ho trovato un limite dal punto di vista “umano”: tanti macchinari tecnologicamente all’avanguardia e schede di allenamento omologate per tutti. Il personal trainer segue il cliente dal momento in cui entra nel centro al momento in cui termina la lezione. La mia soddisfazione maggiore era seguire i clienti nelle varie attività, accompagnandoli nel loro percorso secondo il piano di allenamento predisposto, così, piano piano ho maturato l’idea di aprire uno studio tutto mio, e, con alcuni soci, ho realizzato questo progetto. Si chiama “Tribù Personal Training Studio” e ho scelto Verona, la mia città, dove scarseggiano realtà come queste, già in aumento invece in altre grandi città.

Cosa si può trovare al Tribù Personal Training Studio?

Un istruttore sempre al proprio fianco e un consulente con il quale sostenere un colloquio per capire di cosa si ha realmente bisogno sia dal punto di vista fisico e funzionale sia dal punto di vista alimentare. Si possono seguire attività individuali di personal training con lezione totalmente personalizzata su appuntamento, in cui ci si allena solo con il proprio allenatore in una relazione onte-to-one oppure si possono scegliere programmi di allenamento in miniclass composte da coloro che vogliono raggiungere un obiettivo comune e si compongono fino a un massimo di quattro persone. Sono previste anche attività di gruppo più allargato fino a comprendere al massimo sette persone per l’allenamento funzionale, che oggi è sfociato in Cross Fit e Cattle Ball e allenamento posturale.

Dal punto di vista valoriale, quali valori associ all’attività del personal trainer e a chi si rivolge ad esso per “prendersi cura di sé”?

Il personal trainer è uno specialista e mette a disposizione la propria professionalità in cambio di costanza e continuità che il cliente deve avere se vuole ottenere risultati. Non è soltanto un “allenatore”, bensì un grande “motivatore” che trae linfa da valori quali la tenacia, la determinazione a proseguire, la forza da impiegare ogni volta che ci si allena e la volontà di non mollare.

Che cosa significa per lei avere una mentalità sportiva?

Significa innanzitutto rendersi consapevoli che la sedentarietà non è un’abitudine salutare, e diventa, quindi, fondamentale muoversi e fare attività fisica nel modo più corretto rispettando anche gli oneri e gli onori della tavola. Potrei riassumere il concetto di mentalità sportiva rapportandolo ai valori sportivi che io e i miei soci abbiamo condiviso: lealtà, rispetto, integrità, determinazione. Ci vuole carattere per portare avanti qualsiasi progetto anche quello relativo al proprio benessere fisico e, di conseguenza, psicologico: un corpo sano e in forma è un catalizzatore di ottimismo e di buon umore. Un aspetto molto importante di una mentalità sportiva che si possa definire tale è l’umiltà di non sentirsi mai arrivati, pronti a migliorarsi ogni giorno di più. Tutto dipende dalla forza di volontà e dalla chiara e lucida consapevolezza che l’obiettivo si raggiunge lavorando sodo per poi trarne i meritati benefici.

Quali sono gli obiettivi dello Studio dal punto di vista sportivo e dinamivo?

Abbiamo l’ambizione di trasmettere una cultura del benessere e della forma fisica legata all’allenamento fatto con un approccio corretto, bilanciato e integrato da una corretto modo di nutrirsi. Dedicheremo serate a i nostri soci coinvolti in corsi culturali, eventi, iniziative formative in particolare sulla funzionalità degli attrezzi che andranno ad utilizzare e sulla modalità in cui lo faranno, includendo i programmi nutrizionali adeguati. Lo sport da solo non basta così come l’alimentazione da sola non è sufficiente: mentalità sportiva significa anche saper “fare squadra”, cosa che richiede spirito di collaborazione, e mai squadra fu più vincente come quella tra lo sport e una corretta abitudine alimentare.

 

Link: http://www.tribuptstudio.it/